Gesù disse ...

Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà»

Giovanni 11:25

 

 

Tu per me ...

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo

Isaia 43:4a

 

 

 

Venite ...

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.

Matteo 11:28

 

 

 

Prima domanda: Se la fede è un dono, come mai certi hanno questo dono e altri no?

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1. La fede: un dono?

Il primo punto da affrontare è quello se la fede sia o meno un dono. Nel Nuovo Testamento il termine per fede (greco: pistis) si riferisce a varie cose. Tra verbo e sostantivo troviamo il concetto poco meno di 500 volte. Abbiamo la fede salvifica, la fede vista come insieme degli insegnamenti cristiani, la fede come uno dei doni dello Spirito Santo, ecc.

Partiamo da quest’ultimo uso del termine fede che può aver creato confusione in alcuni. L’apostolo Paolo, nella 1 Lettera ai Corinzi, al capitolo 12, fa un elenco dei doni dello Spirito Santo: “Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. Vi è diversità di ministeri, ma non vi è che un medesimo Signore. Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti. Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune. Infatti a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito…” (1 Corinzi 12:5-9). Il brano poi continua elencando altri doni.

Prima di capire meglio di quale fede si sta parlando qui dobbiamo capire che cosa si intende per dono (greco: charisma) dello Spirito. La Bibbia ci dice che è una particolare capacità spirituale data ai credenti per la crescita della chiesa: “È lui [Cristo, per mezzo dello Spirito Santo] che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo; affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.” (Efesini 4:11-15) (vedi anche 1 Corinzi 12:7).

A chi sono rivolti questi doni?

- Sono per coloro che sono già credenti, quelli cioè che hanno ricevuto la manifestazione dello Spirito Santo nella propria vita, come vediamo in Efesini 1:13: “In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso”.

- I doni non sono solo per una speciale categoria di credenti, ma per tutti coloro che credono:

“Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune.” (1 Corinzi 12:7); “…tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole.” (1 Corinzi 12:11).

I doni dello Spirito Santo sono quindi conseguenti alla fede, non il mezzo per ottenerla. Va da sé quindi che il dono della fede di cui abbiamo letto in 1 Corinzi 12:9, non si riferisce a un dono di fede ai fini dell’ottenimento della salvezza, ma solo ad una capacità particolare data ad alcuni credenti di credere fermamente, al di là di ogni logica ed evidenza, nell’opera che Dio può fare nella sua vita, oltre anche renderlo capace di incoraggiare altri a fare dei passi di fede nella propria vita, cioè scelte di vita che vengono fatte in completo affidamento a Dio.

 

2. La fede che salva: una cosa per pochi eletti?

Dobbiamo quindi considerare ora se la fede, indispensabile alla salvezza, sia una cosa comunque riservata a pochi “eletti” e data in dono solo a ciascuno. Alcuni, per avvallare questa tesi, presentano il brano di Efesini 2:8, che recita: “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio.” In questo brano però non è la fede ad essere l’oggetto del dono di Dio, ma la grazia della salvezza[1], che è disponibile per chiunque:

“Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata” (Tito 2:11).

“… [Dio] vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti (1 Timoteo 2:4-6).

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16).

 

3. L’origine della fede che salva

La salvezza quindi, non la fede, è il dono gratuito dato a tutti coloro che credono, tramite un atto di fede personale, indipendentemente dagli sforzi personali o da buone opere, come l’apostolo Paolo precisa bene: “Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” (Efesini 2:9-10; vedi anche Romani 11:6).

Come si arriva quindi a credere? Se la fede non è un dono dato solo ad alcuni ma disponibile a tutti, come si fa ad ottenerlo? La Parola di Dio ci da chiare risposte circa l’origine della fede:

“La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.” (Romani 10:17).

È il vangelo, la Bibbia, la Parola di Dio il mezzo scelto da Dio per far nascere in noi la fede. È ascoltando essa, meditandola con costanza che passo dopo passo nasce in noi la fede nel piano di salvezza di Dio. Ad alcuni questo potrà sembrare strano, ma leggiamo ancora cosa ci viene detto:

“Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco” (Romani 1:16).

“Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione.” (1 Corinzi 1:21).

“Egli ha voluto generarci secondo la sua volontà mediante la parola di verità, affinché in qualche modo siamo le primizie delle sue creature.” (Giacomo 1:18).

“perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio. Infatti, «ogni carne è come l’erba, e ogni sua gloria come il fiore dell’erba. L’erba diventa secca e il fiore cade, ma la parola del Signore rimane in eterno». E questa è la parola della Buona Notizia che vi è stata annunciata.” (1 Pietro 1:23-25).

Paolo, scrivendo a Timoteo, gli ricorda: “fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù.” (2 Timoteo 3:15).

Come è possibile che un libro possa portarci alla salvezza? Ce lo dice ancora Paolo nel versetto successivo a quello appena citato: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio…” (2 Timoteo 3:16a).

Nella Bibbia troviamo le parole ispirate da Dio (letteralmente ‘soffiate da Dio’), che ne fanno un libro vivo. Lo stesso ‘soffio’ che ha dato vita all’uomo (Genesi 2:7) e ne ha fatto un essere capace di entrare in relazione con il suo Creatore, è quello che si trova nella Scrittura. Senza quel soffio l’uomo sarebbe come una pietra e la Bibbia sarebbe solo un libro fra i tanti.

La fede viene posta in quel libro che ci parla di Cristo Gesù, di quello che lui ha fatto per l’umanità. È lui l’oggetto della nostra fede, quello che salva, come abbiamo visto (Giovanni 3:16), e la Parola di Dio è quella che ci fa conoscere l’opera salvifica di Dio, come ricorda Gesù stesso: “Voi investigate le Scritture perché pensate di avere per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me” (Giovanni 5:39).

Solo una predicazione basata sulla Parola di Dio può quindi portare alla nascita della fede nel cuore delle persone, perché sarà lo Spirito Santo per mezzo di essa che parlerà ai loro cuori, con quella azione di convincimento di cui parlava Gesù (Giovanni 16:8).

 

Concludiamo questa prima parte con altri due versetti sui quali invitiamo a meditare:

“Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete” (1 Tessalonicesi 2:13).

“Poiché questa non è una parola senza valore per voi: anzi, è la vostra vita!” (Deuteronomio 32:47a).

Continueremo nelle prossime riflessioni a considerare le domande di Paola, cercando sempre le risposte nella Parola di Dio. Attraverso quelle domande, e quelle risposte, capiremo ancora meglio la meraviglia del piano di Dio per l’essere umano.

 


[1] Per chi volesse approfondire anche l’aspetto tecnico riguardo il perché qui ‘dono’ si riferisce alla grazia della salvezza e non alla fede, si veda l’articolo “La fede… un dono?”, scaricabile dal seguente indirizzo: www.aitb.it/pdf/Parola&Azioni2_04.pdf

 

Ti trovi qui I dilemmi sulla fede e le risposte della Bibbia Prima domanda: Se la fede è un dono, come mai certi hanno questo dono e altri no?